Magica De Spectris et Apparitionibus Spiritum, De Vaticiniis, Divinationibus, &c.


Lugduni [Leiden]: Franciscum Hackium, 1656.


Il libro Magica De Spectris et Apparitionibus Spiritum, De Vaticiniis, Divinationibus di Henning Grosse, stampato nel 1656 a Leida da Franciscus Hackius, è una delle opere più dense e articolate del panorama demonologico e occultistico del XVII secolo. raccoglie una vastissima serie di casi, testimonianze e riflessioni su apparizioni, spiriti, demoni, profezie e pratiche divinatorie. Diversi i temi affrontati.

Apparizioni di spiriti e fantasmi. Grosse analizza episodi storici e leggendari, cercando di distinguere tra manifestazioni autentiche e inganni demoniaci. Demonologia. Viene esplorata la natura dei demoni, le loro gerarchie, le modalità con cui interagiscono con gli esseri umani e i luoghi in cui si manifestano. Divinazione e vaticini. L’autore raccoglie esempi di profezie, sogni premonitori e pratiche divinatorie, valutandole alla luce della teologia cristiana. Mirabilia. Il testo è anche una raccolta di “casi straordinari” che spaziano dalla magia naturale alla superstizione popolare.


L’opera è suddivisa in due libri principali, ciascuno composto da numerosi capitoli tematici. Ogni capitolo presenta un caso storico, una discussione teologica, riferimenti ad autori classici e medievali (da Omero a Melantone, passando per Plutarco, Bodino, Lutero e Petrarca).


In apertura, troviamo una Epistola Dedicatoria firmata da Henningus Grosius e un Catalogus Auctorum, che elenca le fonti da cui sono tratti i casi. Henning Grosse (1553–1621) fu un tipografo, editore e studioso tedesco attivo a Islebia (Eisleben). La sua figura è legata alla stampa di testi teologici e occultistici, e la sua Magica è considerata una delle più erudite compilazioni di casi magici e demonologici del suo tempo. Grosse non era un autore nel senso moderno, ma piuttosto un curatore e raccoglitore: la sua opera è una sorta di “enciclopedia del soprannaturale”, costruita su una rete di fonti antiche e medievali. Il suo intento era dimostrare la realtà delle manifestazioni spirituali e confutare le interpretazioni razionalistiche emergenti nel Rinascimento.


Pagine, 1 b., [24], 636, [34]. Frontespizio illustrato raffigurante una strega. Nell'ultima carta bianca è presente una nota manoscritta riportante semen mulieris conteret caput serpentis, citazione latina che significa "il seme della donna schiaccerà la testa del serpente". Questa frase si trova nella Bibbia, più precisamente nel libro della Genesi (3:15), ed è considerata una profezia sulla venuta di Gesù Cristo, il quale avrebbe sconfitto Satana (il serpente). 


Legatura coeva in piena pelle con titolo in oro al dors. Tagli rossi. In 16°.